La libertà del cuore
Mattino in faccia gioca di luce
e svia nelle gambe di un paguro.
Il suo guscio a coprirsi timido
che chiude gli occhi s'affonda
povero e prigioniero in seno
nei mari cresciuti di marea.
Se potessi alla sete delle mie palme
lascerei il sudore della fronte che scotta.
La libertà del cuore acqua d'argento
di queste stelle sul mare
al sublime degli amanti
una fiaba odio e amo da re e principesse.
Al ritmo muto che non c'è nei paradisi fatui
la notte intima a ribellarsi ai vergini voti.
A un petalo spezzato per esaudire i fiori del piacere
solo un sorriso a labbra arse.
A sfingi di sabbia gli anni eterni
in squarci d'oro più lacrime di gioia.
E di frammenti brividi raccoglierei
i silenzi nei loro eccessi inferni
di un vuoto immenso.
L'abisso vita vivrebbe il primo palpito fiamma.
Divampante.
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Commenti (1)
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Totto6 giugno 2006
mi piace la prima frase.. bella nel complesso.. totto