Un uomo forte
Screpolature di mani
uomini che lavoravano
l'argilla bagnata
da tagliare con il filo
i mattoni messi ad essiccare
uno ad uno
a un sole tiepido d'inverno
poi toccava alla bocca del forno
da poco
era finita la guerra
c'era la fame e si doveva
ricostruire un Paese
dal basso
dalle case
mio nonno
che del fascio aveva preso le botte
si direbbe oggi
un industriale
ricordo appena che
ogni giorno si alzava all'alba
sputava un colpo di tosse
perché tanto fumava
in testa un cappellaccio sudicio
ed era il primo
degli operai
ad entrare nella sua fornace
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Commenti (5)
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J
John Truecooks5 marzo 2010
Bellissimo ricordo di uomini che facevano una storia silente, quella che rimane nei nostri cuori ma che non leggeremo mai nei libri di scuola.
D
DarioC 855 marzo 2010
bellissima scheggia di vita "in bianco e nero"...sembra di rivedere quell'uomo... istantanea ingiallita dal tempo, che rivive nel ricordo e in questi versi molto evocativi.
Berta Biagini5 marzo 2010
Uno spicchio di vita d'un tempo che non ci abbandonerà mai – anche se solo raccontata. Sentita.
Francesco Scolaro5 marzo 2010
Uno spaccato di vita sofferta ma vissuta con dignità, a schiena dritta. Un esempio per quanti oggi vogliono vivere sfruttando il prossimo... Bella, complimenti.
Paolo Eroli5 marzo 2010
Ricordi vivi per una vita spesa per un idea e per un lavoro amato... Belli i versi... descrittivi e di sentimento!


