Un'onda di carne
a cogliere rose – si finisce sulle menzogne delle spine
sui vuoti premuti nei corpi incollati dei sogni
la mattina è un danno definitivo – una luce inchiodata
che fa il nome dei morti cui è stato strappato il cuore
e bruciati – una continuità di cenere li silenzia
estirpare ricordi fino a che l'aiuola viene trapiantata sulla superficie del cielo
e allora tutto il dolore si congela
non c'è vento definitivamente immobile come questo
tanto fermo che il bianco radicale del sole non precipita nella neve
quando le vostre teste mescolano feci – ammassano corpi abbandonati
qui in piedi – ogni giorno per la luce portata via vi spostate – venite spostati
come feti morti prematuramente alla fine crescono senza direzione
avanti e indietro senza rovescio
nella mia gola due rigurgiti distanti migliaia di versi
stesi adesso allo spaventoso indirizzo dei tuoi occhi – alcuni sono in anticipo
per venire ad abitarti – come corpi incubati sul versante oceanico della sepoltura
non c'è mare che tenga la morte di un corpo più di un'onda che sa di carne.
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