Il Fabbro

Stretto da poderose mani
il mantice spinge tra fauci
di indurito fuligginoso legno
un sibilo d'alito possente
scintille di stelle cadenti
d'incanto s'alzano
nell'aria presente
luce di rosso vermiglio
inonda quel luogo divino
dove giace supino
il ferro stretto all'artiglio
colori cangianti s'alternano
finché su incudine pronto
la forma di spada non prende
in acqua rimbalza cocente
tra nuvole di bianco vapore
a divenir acciaio duro, tagliente
vecchi mestieri passati
oramai persi nel vento
d'un logoro mantice appeso
a ricordo del tempo perduto.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (2)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ausilia Giordano10 marzo 2010
La descrizione è forse tratta da un'osservazione attenta e diretta, maturata, dell'evento che narra l'argomento. Anche le rime perfette qua e là, nonché le assonanze ritmiche, danno un effetto valido.
Adriana10 marzo 2010
bella descrizione, sembra di essere nella fucina del fabbro, certo abbiamo avuto tante cose nuove, nella vita attuale, ma ne abbiamo perse tante

