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Amore 11 marzo 2010 · lettura 1 min · 4385 letture

Come un aquilone

Guevara 100 poesie pubblicate
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Ed ora ho paura, di te di me ho paura. Ho lasciato che la vita mi possedesse mi violentasse, così, senza oppormi. Di me ho fatto un fiocco di neve da raccogliere da scaldare e sciogliere nel palmo di una mano. Ho trasformato il mio spirito in anguilla, non per sfuggire, non per sfiorare, ma solo per rubare una carezza. Ma ora ho paura, ora che un vento fresco spazza le tue nubi, ho paura di disperdermi ancora una volta, così, come un aquilone sfuggito alla mano, "alla ragione". Eppure insieme a te avrei voluto sorvolare il mondo, sollevarmi dalle sue povertà, ma ora ho paura, paura di ferire chi mi raccolse, chi curò ferite infette ed è nella paura mi lascio vivere dalla vita -dal suo volere-
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Quando si è feriti, non si ha la forza di reagire alla vita... e ci si lascia andare al suo volere.30 ottobre 2011
L'autore
Guevara

Siamo specchi che riflettono la stessa luce.

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Commenti (2)

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C
Carla Natali11 marzo 2010

C'è poco di... poco comprensibile in questa poesia. Molto condivisibile il semntimento espresso, un guardarsi indietro, là dove non è possibile tornare, se non a prezzo di sofferenze di altri che, forse, non lo meritano. Pregevoli le immagini del fiocco di neve da scaldare ed i due versi di chiusa. Poesia amara che tuttavia non scade nel vittimismo, nel lamentoso. Apprezzata, molto.

F
Franca Canfora12 marzo 2010

MI lascio vivere dalla vita...è uno sbaglio comune a molti, la lasciamo anader così questa incredibile vita, spettatori e non attori, troppo presi tra problemi e dolori a sopravvivere anziché vivere.