Quando tace il vento
Svicola
il ruscello di marzo
incatenato al suo monte
lontano è il fragore
d'acqua dolce sulla chiusa
struggente come un bacio di parole
rammento
solo un pianto di civetta
che intiepidiva la notte
evocava al silenzio
il pasto
crudo di carne
ho aspettato di vuotarle il gozzo
in bocca amaro
è il banchetto di viscere
ero smarrita
come gli uccelli in cielo
se perdono la scia
sbattevo sul tuo petto benevolo
ali di passerotto ramingo
assetato
per schivare il calibro
accovacciava nel tuo palmo
un bisogno misterioso e ingordo
so che riesci a sentirlo
quando tace il vento
tra le pieghe delle mani un muovere di piume
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Commenti (3)
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Antonella Bonaffini13 marzo 2010
Si anch'io so cosa significa... versi di straordinaria capacità espressiva in un susseguirsi di figure... che incantano!
Rasimaco13 marzo 2010
m'immergo tra le metafore di questi versi e... la mia mente divaga, oltre i pensieri e tra i ricordi... sento quelle sensazioni che tu poetessa hai saputo suscitare... molto apprezzata.
Paolo Eroli16 marzo 2010
versi che incantano come sempre con mille metafore a definire successioni di vita! Bella!


