Certe sere di novembre
Omero Sala
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Certe sere di novembre
la nebbia annegava il paese:
sopra le nostre teste
non si vedeva la luce del lampione
e sull'altro lato della strada
la fila di finestre scompariva
dietro un muro di ovatta.
Con gli amici si abbandonava il bar
e partivamo a piedi in fila indiana
verso il viale degli ippocastani.
Così,
senza una meta,
per respirar la nebbia,
per sentire il sapore della nebbia,
l'odore della nebbia,
la nostra nebbia.
Per sfidarla nella notte,
per il gusto di parlare ad alta voce
tagliando il grigio più compatto,
per sentire i passi nel silenzio,
per provocare i cani rintanati.
Passato il ponte,
davanti alla finestra a grate
dell'Osteria del Mella,
ci si fermava in cerchio, stretti,
intirizziti,
a guardare nel gelo della notte
il fumo un po' più chiaro
dei nostri fiati,
a parlare di nulla,
a battere i piedi sul cemento.
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L'autore
Omero Sala
Commenti (2)
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L Falchero18 marzo 2010
molto suggestiva e d'atmosfera... immagini efficaci, originali e delicate... sembra di essere lì, nella nebbia, quasi di amarla...
Sara Brayon23 marzo 2010
Bellissime immagini di quell'intimità che si realizza appieno solo nell'amicizia. Complimenti!


