La prigione
Non sono le catene
che circondano il ferro,
non è il cappuccio
che impedisce il respiro
o il coltello alla gola
che paralizza il cuore,
è la mancanza
di cielo sopra di me,
l'aria sulla pelle
che non mi accarezza,
la negazione
dei pensieri, dei ricordi,
che non riescono più
ad aiutarmi,
il buio dentro
che sovrasta tutto,
perfino il tuo viso
scolpito nel cervello;
a levarmi la speranza
è l'assenza di volontà.
Sono stanca di sentirmi
in colpa perché vivo.
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Commenti (2)
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Salvatore Ferranti15 marzo 2010
introspezione molto sofferta. una poesia scritta con il cuore in mano. davvero splendida. apprezzata e condivisa, perché contiene verità che, seppur atroci, derivano dalla vita di ogni giorno.
S
Silvia Cingolani16 marzo 2010
veramente stupenda questa poesia! triste, senza speranza. Ma solo conoscendo il fondo si può risalire...
