Maledizione
Raffyka Danse Macabre
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Un castello buio e abbandonato
Gli occhi scrutano l'ignoto oscurato
Da finestre dalla realtà estraniate
Il tempo fermato nell'eternità
Una notte esclusa dalla realtà
René vaga con visioni insensate
Scendendo nervosamente le scale
Un tuono inquieto in petto trema
Una stanza dalle pareti spoglie
La paura il fiato lentamente toglie
Vili ombre disegnano statue storte
Ama quest'aria di schizofrenia
Le voci e i colori della frenesia
Lugubri tasti del pianoforte
Chiuso senza un motivo stabilito
Esiste un solo raggio di sole
Un armadio, uno specchio, un riflesso
René, non fuggire via da te stesso!
Anche se la tua anima ti spaventa
Ottobre rintocca con tono greve
Come foglie d'autunno in moto lieve
Sensazioni mute in ribelle caduta
Uno scheletro distrutto e fragile
Nel mobile René ora ha celato
Mille maschere alla luce del sole.
©
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L'autore
Raffyka Danse Macabre
nient'altro che la sintesi dei complicati simboli di un CREPUSCOLARE labirinto interiore. ||| Dannata-mente Apollinea che brama il Dionisiaco ||| vorrei fermarmi sulla linea di confine, sul limite tra immanente e metafisico, nel non-luogo tra mondo e iperuranio e camminare funambola sul confine... senza cadere in
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