Non sono più il mio vergine cuore
Quel profumo di fame
che si alza dal mucchio
dovrebbe guarire
la mia anima sporca
di una strana coscienza
incatenata al mio corpo
da filo spinato sfilato
da quel telegiornale
che ormai ha anestetizzato
il mio vergine cuore.
Quel terreno imbevuto
di sanguigna bevanda
dovrebbe svegliare
i miei poveri occhi
ancorati al pensiero
di sopravvivere ai morti
oltre a fosse comuni
e corpi come letame
ma ormai ho perso il contatto
col mio vergine cuore.
Quel sorriso beffardo
di politico asciutto
dovrebbe schifare
la mia povera mente
ormai legata a quei lacci
di una camicia di forza
che impedisce alla lingua
di rispondere a tono
ritenendo inadatto
il mio solo pensiero
ha tenere in abbraccio
il mio vergine cuore.
©
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L'autore
Nicola Morandi
Nato a Trento il 13 febbraio di 27 anni fa, diploma artistico alle spalle e laurea in lettere moderne e filosia (tesi su Jack Kerouac) ancora da digerire, si innamora della poesia alle superiori quando, la prof. d'Italiano presenta alle sue orecchie ancora orfane di parole che sappiano descrivere il mondo intero il dec
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