Quasi una donna
Quasi donna
nella sua galera
in fondo al pozzo
dita strette intorno
al cuore straziato
spogliata come gli
alberi tristi d'autunno.
Quasi donna
nella stretta prigione
della tua mente
ti tormenta di notte
ti tormenta con lacrime
piegata come le
spighe stanche d'estate.
Quasi donna
tra le sue mani
strangolata la vita
appunti sul corpo
appunti d'imbarazzo
spezzata come il
guscio di noce matura.
Quasi donna
nel tuo silenzio
spegnete i riflettori
dei media canaglia
dei media fottuti
soffocata come il
tronco dall'edera.
Quasi una donna
sul precipizio
rimani bambina
nessun abuso del corpo
ora abusi della memoria
per un pubblico sterile
per un pubblico di manichini
spenta come la
coda di una lucciola morta.
Quasi una donna
una fra tante
ma fai più paura
perché messa in berlina
da avvocati incipriati
da avvocati arrivisti
ti sciogli come il
vento tra stretti scenari.
©
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L'autore
Nicola Morandi
Nato a Trento il 13 febbraio di 27 anni fa, diploma artistico alle spalle e laurea in lettere moderne e filosia (tesi su Jack Kerouac) ancora da digerire, si innamora della poesia alle superiori quando, la prof. d'Italiano presenta alle sue orecchie ancora orfane di parole che sappiano descrivere il mondo intero il dec
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