Il lavoro delle suore è pregare
Il lavoro delle suore è pregare
nella chiesa che è utero di Dio
il corpo dell’ebreo Cristo.
Ogni grano si sente coccolare
come sentissi il fruscio
di un cuore che sfiorisce.
Movimento lento è pregare
movimento studiato è pregare
movimento rituale è pregare
movimento programmato è pregare
nella leggerezza c’è il ronzio
di silenzio sulle teste coperte.
Intorno Spirito Santo in fiamme
fulmini che si aprono nell’oblio
come fiori e baciano terra,
in questo calmo spaziare
solo in un fiacco mormorio
come se nulla fuori esistesse.
Quando la luce inizia ad dilatare
il verde casca sul ciborio
sopra la piccola ebrea
è ospitata nel Tempio.
Arriva l’alba, e io difeso, solo
spezzato dal rumore dei banchi
immacolato, in pieno silenzio
mi sento una croce sbranata
con l’angoscia di essere solo
con le braccia provocate al vento
con al collo un annuncio di aiuto.
Intorno alla testa un lento sfogliare
di una via Crucis che nel suo martirio
piega un Gesù ebreo, non più onnipotente
sotto il peso di un mondo in cancrena.
Il lavoro delle suore è pregare
e nelle loro parole cerco anch’io
una protezione, non un chiodo ficcato nel petto.
©
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L'autore
Nicola Morandi
Nato a Trento il 13 febbraio di 27 anni fa, diploma artistico alle spalle e laurea in lettere moderne e filosia (tesi su Jack Kerouac) ancora da digerire, si innamora della poesia alle superiori quando, la prof. d'Italiano presenta alle sue orecchie ancora orfane di parole che sappiano descrivere il mondo intero il dec
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