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Sociale 21 marzo 2010 · lettura 1 min · 2671 letture

Ho perso le stagioni

Lena Orfeo 295 poesie pubblicate
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Osservo il mondo da un rivolo di cielo, mentre ingurgita sghignazzi, magagne, e fitti singhiozzi di dolore. Dinnanzi agli occhi, si consuma un vetro opaco, un'alterigia che frantuma, un dio che s'inabissa e, nel caos più totale, perdo le stagioni. Come un giocatore scaltro, che azzarda tra i roveti, metto a socquadro ogni cosa, a rovistar la primavera. La cerco ovunque, negli armadi, nei dirupi, nei fondi del caffe' e la ritrovo ingenua a cavalcar l'indomito gennaio, sicche' il cuore si rinfranca. Piange la neve sconsolata perle di ghiaccio fuso, su monti assolati, irrorati da una calura impervia... Valanghe indiscrete scivolano a valle e case, sdradicate da piogge incessanti, implorano tregua ad un cielo plumbeo, fitto di lacrime amare. Torrido luglio, non disseti il contadino ne' le sue terre arse. Anche l'orso immacolato e' preoccupato nel mirare la sua stella. Qualcosa non torna... L'aria non è piu quella...
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Commenti (3)

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Davvero bella questa poesia che mi fa vedere un mondo capovolto ...primavera a gennaio e neve su monti assolati. Purtroppo è quello che vediamo oggi e non so se ci sarà mai riparo. L'autore ha saputo descrivere in versi scorrevoli ed eleganti la situazione odierna

Doraforino21 marzo 2010

Guardare con grande tristezza il cambiamento delle stagioni e accorgersi che tutto è cambiato, uno scenario davvero impressionante...:valanghe che scivolano a valle trasportando case, alberi, piogge incessanti ...smottamenti, tragedie si susseguono ... e si cerca tregua, guardando il cielo sempre più cupo.

Crepax7321 marzo 2010

Affrontare il tema del clima come una ribellione della natura nei confronti dell'uomo è sinonimo di grande sensibilità sociale. E' vero che per ogni disastro naturale a rimetterci sono quasi sempre le persone più disagiate. Versi piaciutissimi.