Il peso dell'offeso
Ero già un uomo
il primo giorno di scuola
prendevo decisioni nette
organizzavo trappole e agguati
ero spietato e senza il peso
dell'offeso
amavo una donna
si chiamava Azzurra
e le scrivevo lettere d'amore
ma ero già una bestia
guardavo al mondo con disprezzo
gli altri mi sembravano tutti così belli
avevo paura di mio padre
prima di dormire parlavo con dio
e il tempo sembrava un pesce
i miei giochi erano i migliori
e se volevo divertirmi veramente
ammazzavo un insetto
che tanto loro mica sentono
niente
Ero spietato e senza il peso
dell'offeso
Era tutto molto chiaro
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Commenti (3)
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Aldo Bilato22 marzo 2010
E sei assolutamente bravo... rincorri le farfalle della mente... e stampi ricordi ed emozioni, con bello stile e originilalità...complimenti. cià.
El Corripio22 marzo 2010
A volte tutto è così naturale che ci si meraviglia del non artificio. Mi dice tanto questa poesia, perché per me è poesia di quelle ammodo, che toccano il mio animo. Mi sto perdendo un'altra volta, ci sono interferenze... cszzzcszzccccssss... bell. szzzzcczz... poesia... czs... mi ...gzszzz... sta... kzs... no... eeeeeezskzz... oscurando...
Frammento22 marzo 2010
...dio mio cos'hai scritto...è una meraviglia che entra nel sangue...


