Improvvisazione n. 46, "il pensiero"
L'aspro deserto fluisce.
Descrive spirali attorno alla mente.
Penetra tra le faglie del pensiero,
aspro attrito tra le dita,
metallico sapore tra le fauci,
oscuro peso sulle palpebre.
Polvere. Sabbia. Macerie.
Panta rei. Immobile.
Tutto scorre, e ci trascina via.
Pezzo per pezzo. Come cenere.
Il filo di Atropo è spezzato.
La cenere non ancora posata,
non ancora penetrata,
non ancora sciolta nel fluido.
Il nulla attende.
E nulla si posa.
E il germe di ventuno grammi succhia via,
la felicità degli armenti.
E il germe di mille e quattrocento grammi,
trascina nel solitario eremo del proficiens.
Una libertà nutrita di drammatica ironia.
©
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