635 lettori online · 358.738 poesie · 7.574 autori
La Piazza Entra Iscriviti
S Scrivere Poesie & Racconti
Pubblica
Home Poesie Impressioni
Impressioni 2 aprile 2010 · lettura 1 min · 1271 letture

Monodia

O
Orma Detruria 416 poesie pubblicate
+ Segui
Le spalle d'una giacca troppo grande sono larghe e scese le maniche lunghe fino alle mie dita mi piace indossare i tuoi panni come piume sentirne sulla pelle il contatto m'avvicina all'altra dimensione e la dischiude la carezza sempre ti fa piegare la testa da quel lato è un finto abbraccio un bacio digiuno ho contato questi anni con l'abaco e ho confuso la notte col giorno l'estate all'inverno appena hai varcato il silenzio ho serrato nel palmo ben stretto l'anello dorato non ho più il tuo fiato e non ho più intelletto un colore gemello un amante un amico la forza di scrivere un pianto o parole d'amore do voce alle cose mi appello a reliquie d'un sogno nel nulla svanito
♥ 0 💬 3
© Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
O
L'autore
Orma Detruria
Tutte le opere →

Commenti (3)

Accedi per lasciare un commento.Accedi
M
Mau03582 aprile 2010

Che grande tratteggio di un immenso sentimento e di un profondo rimpianto. Quasi mi duole dirtelo, ma è bellissima, sentita e che sa farsi sentire. Mi duole perché ne avverto tutto il disagio, ma tu meriti queste parole perché hai scritto di te e di lui in modo superbo. e mi scuso se mi sono permesso.

Salvatore Ferranti2 aprile 2010

poesia stupenda, di grande livello espressivo, e molto profonda. lascia nel lettore delle sensazioni di smarrimento... perché questa, secondo me, è grande poesia, poesia con la P maiuscola. applausi.

Gesuino Curreli2 aprile 2010

"...Non ho più il tuo fiato... un amante una amico..." e il tempo che passa, pudico, ti lascia nell'ombra che scegli, non dormi e in silenzio ti svegli per sentire ancora il tuo pianto... che mai sarà questo incanto che tanto ti prende e ti vince? Dal colore dell'alba si evince un umore che sarà dell'intera giornata, ma tu, indifferente, non ti curi del tempo avvenire e rimani estasiata al sentore di un fiato che esala al tatto di un capo più grande posato sul corpo che freme e che spande un richiamo che sa di poesia. Ti "appelli a reliquie" e scomponi il dolore in delizie di rime garbate, per farne un omaggio pasquale, hai forza "di scrivere il pianto" e nel Venerdì Santo fai la confessione di un profondo rimpianto per "un sogno nel nulla svanito"