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Morte 2 aprile 2010 · lettura 1 min · 1847 letture

La cicogna

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Luca Torri 255 poesie pubblicate
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T' immaginai che era ora di andare, quando sotto la neve picchiettò il primo aprile; e mezzo spiacente di non poter restare, essendo io - uno solo- In spalla a me stesso dovetti partire. Questo finché fu come in verticale, ma allungando la vista come a sorvolare ricordai, da quale lontano respiro avrei dimenticato a dove arrivare. Allora tornai, che non ero mai partito, allora tornai dove il primo minuto, a quando l'errore non è ancora scaduto; E in fondo è poi così che sono arrivato. Invero, semplice, senza neppure esser partito. E d'intorno, ecco: non un granello smosso, non un'orma di passero, un morso di formica, un ramoscello spezzato, o anche, solo un fiore da calpestare Niente; come a incominciare...
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Luca Torri
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Commenti (3)

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Amara2 aprile 2010

...non pretendo di comprendere davvero... ma ha la morbidezza di un ritorno immacolato... come di un ritorno al grembo... dove ogni sogno... ogni gesto... ed ogni pensiero... hanno la purezza e l'immensa apertura d'ali del primo vagito... splendida... straordinaria...

Aldo Bilato2 aprile 2010

sensazione di de ja vu per me... concetto espresso nella mia "di me conosco solo l'errore"... "del prima il dopo"... non so... comunque sia la tua lirica così elevata esula da qualsivoglia disquisizione...è stupenda. cià.

Enrico Baiocchi2 aprile 2010

Cronaca di una nascita raccontata dal neonato, una sorte di indovinello con sorpresa pasquale e ricorrente scherzo di compleanno al 1 aprile. Cordone ombellicale ancora integro e pronto a dar nuove cellule staminali. Comunque moltissimo gradita e da conservare, magari per scoprirne un altro errore.