Col capo chino
Lena Orfeo
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Mi fermo,
dinanzi al mantello oscuro
d'una morte iniqua,
intonante
al frastuono d'ogni giorno.
E non trovo parole,
se non un libero pensiero
disincantato,
un alito d'idea
appena sussurrato.
Lande assolate di cielo
e fiumi d'argilla essiccata
lambiscono l'umana follia.
La Croce e il Sacrificio
si svuotano ...
Parole affollate e affondate
non fecondano la prole.
Io mi cibo del tuo Amore scaltro,
semplice come una colomba,
o Guerriero senza gladio.
E mi prostro ai piedi del Martirio,
col capo chino,
estirpata da ogni culto.
La Tua Parola sovrana
sovrasta.
L'anima mia qiuetata risorge
nel Tuo Giorno più grande...
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L'autore
Lena Orfeo
Commenti (1)
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Silvia De Angelis3 aprile 2010
Dai toni originali e molto particolari s'articola, questa poesia, in scorrevoli versi risultanti d'efficace intensità e piacevoli alla loro lettura. Lirica molto gradita

