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Riflessioni 4 aprile 2010 · lettura 1 min · 2031 letture

Biberon Cocktail

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Luca Torri 255 poesie pubblicate
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Ho pena degli agitati, degli stressati, degli affamati; delle donne perse- prese in carriera, del colpo di nafta dell'ultima corriera. Ho pena delle periferie, delle vinerie del centro, dei bottegai, delle domeniche stritolate dalle gengive dei centri commerciali; Ho pietà infinita, dell'erba ingiallita intorno alle tagliole dei supermercati, Delle viole rincoglionite nelle aiuole delle rotonde. Ho pena della sete delle siepi autostradali, dei lumi nei bicchieri alle feste patronali, dei fiori appassiti nelle sale comunali Ho pena di tutto quel che vedo. Quando mi sento altruista. -La sera cade nel cuore come una bomba inesplosa tra due altalene- E io che ho inventato un cocktail per credermi migliore: E uffa, uffa, uffa... come sono Bello!
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Luca Torri
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Commenti (5)

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Amara4 aprile 2010

...se questa è solitudine... che sia... perché se così si è... non può essere diversamente... è presunzione?... no... non credo... e nemmeno disprezzo... semplicemente un sentire... un modo di essere... - (il titolo è cambiato... ed è forse più sincero... forse...)

Aldo Bilato4 aprile 2010

si, tu garbi! ma lo schermo... come gli attori che hanno personalità. questa. poi, è da premio oscar... e non da varietà... complimenti. cià.

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X Bruna Rossini5 aprile 2010

Ricetta semplice... ingredienti facili da reperire ed un po' d'altruismo (chiamiamolo così). E' alla "sera" che serve... e l'effetto c'è... ma non c'è.

Vanessa Solimando5 aprile 2010

Fa pena la morte, l'appassire comune che attacca tutto, esseri viventi e cemento, la tristezza non risparmia niente e nessuno. E in tutto questo sfiorire, in tutta questa vita avvilita il tentativo di sentirsi migliore, di cercarsi un angolo di autodeterminazione, un margine di crescita qualsiasi, è l'unico dovere e diritto di un poeta. Chi è poeta lo sa, decisamente.

io ci leggo la pena per tutto ciò che è fatto senza amore, con superficialità. Tutto ciò che è arruffato, arrangiato, fatto tanto per fare. Dove il bello, si perde nel vuoto del banale. Ed è quindi di quel bello, del suo bello dentro che l'autore ci rende partecipi. Ho capito bene?... bah... non so io l'ho sentita così, ed è così che mi è piaciuta tanto da tenermela per rifletterci ancora su...