Onde pasquali

Barriere d'acqua ondeggiante
investono la fredda risacca
in questo grigio giorno dell'Angelo.
Resti di un'estate lontana
abitano il granuloso manto
sabbioso del litorale pontino.
L'incessante gorgoglio del mare
misto al pungente vento di
maestra confonde gli infiniti
pensieri umani disperdendoli
nei rivoli scoscesi dei zefiri
veloci.
Resti di millenarie conchiglie
sparse nella landa sabbiosa
delle dune erbacee
cantano all'unisono le fresche
note della neonata
primavera e i raggi del
timido sole investono il
sacro monte ellenico della
maga Circe.
Tutto è sospeso in questa
algida feria pasquale dove
malinconici sguardi profondi
osservano l'avido orizzonte
che nasconde il segreto abisso
della materna Natura.
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Commenti (1)
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Giovanni Gentile6 aprile 2010
con un paesaggio cosi non si puo' che guardare all'orizzonte e sognare, lasciare che i pensieri si confondano con le onde che piano si posano sulla battigia... bello il circeo, e bella la tua poesia da esso ispirata.
