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Riflessioni 8 aprile 2010 · lettura 1 min · 3146 letture

Immagini ordinarie

Kiaraluna 1203 poesie pubblicate
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Andando, sui miei passi quanto facile è inciampare nei lacci sciolti di calzari abbandonati fili d'erba rinsecchiti e rampicanti piovuti dalle braccia lungo i fianchi d'alberi caduti stesi in solitudine a morire immagini ordinarie ai margini degli affollati boschi, invisibili d'innumerato stuolo somatici fantasmi senza nome, senza più terra dove lasciare un fiore solo la notte irando li ricopre col suo cielo.
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Il disboscamento non meraviglia più nessuno... andando per boschi, chi fa caso alle cataste di alberi abbattuti... e chi fa più caso alla violenza, al dolore, alla solitudine che si spegne ogni giorno, nel silenzio dell'ultimo respiro, lungo i marciapiedi, nei sottopassaggi delle stazioni, sotto i portici e i cartoni, nelle vie della guerra quotidiana, armata e disarmata, nelle fosse comuni dove la morte, quella deprezzata dall'indifferenza, rende quei nostri fratelli sconosciuti, affratellati solo tra di loro, nel sangue della stupidà umana, maschere d'argilla vegliate solo dal cielo.

L'autore
Kiaraluna

Scrivere è nel mio DNA ,ho iniziato da bambina,qualche decennio fa.... traballando,senza una reale mèta,ma solo con la maturità ho imboccato la strada che sento appartenermi e più ancora di recente ho scoperto che "leggersi" a vicenda arricchisce molto e , che per poter suscitare emozioni, bisogna per primi averne res

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Commenti (21)

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Crepax738 aprile 2010

Lirica molto apprezzata. Purtroppo per i meri interessi finanziari la vita passa in secondo piano. Si perde tutto ciò che è importante cose come solidarietà oramai sono solo ancore per coscienze addormentate... bei versi

Calogero Pettineo8 aprile 2010

Apprezzatissima per i contenuti. Versi che mettono in risalto l'indifferenza della razza umana a tutto ciò che ci sta intorno seminando morte e distruzione. Da fiocco.

Salvatore Ferranti8 aprile 2010

Versi molto potenti. denuncia sociale verso chi sta rovinando il nostro pianeta. verso chi disbosca e riempie il nostro pianeta di cemento...è una cosa davvero molto triste purtroppo... speriamo che la coscienza collettiva si risvegli...

Anna Maria Obadon8 aprile 2010

L'indifferenza è uno dei più grandi peccati di questa nostra società. Indifferenza verso l'emarginazione la sofferenza e verso la natura stessa. Triste realtà molto ben evidenziata: bellissima poesia assolutamente condivisa!

Giovanni Gentile8 aprile 2010

immagini ordinarie di una ordinaria follia, hai fatto bene a inserire quella foto... tutto ai nostri occhi passa nell'indifferenza... scorre via come acqua d'estate sul viso che in un attimo si asciuga... immagini ordinarie... perché semplicemente... vogliamo non vedere... molto bella ...

Disboscamento, prati senza cure, alberi senza rami... La natura ormai non ha più senso... Tutto è commercializzazione, anche un fiore dobbiamo compralo, non lo raccogli più per strada. Un altro punto sul quale lottare, un altro argomento da dover valutare per cambiare... Versi molto belli. Applausi e fiocco

Silvia De Angelis8 aprile 2010

Versi meravigliosi, elaborati da sensibilissimo animo, che sempre fa notare la stoltezza dell'umanità che sembra non volersi mai stancare di far scempio della natura e di altri esseri viventi... Lirica molto apprezzata

Daniela Pacelli8 aprile 2010

solo la notte irando ricopre i boschi col suo cielo. splendida chiusa. denota grande sensibilità questa poesia in uno stile inconfondibile, dove prima correvano bambini nel verde di una natura tappezzata ovunque, oggi tutto è ricoperto da cemento e miseria. Bellissima Anna, molto molto apprezzata. Un abbraccio

Moreno il Duca8 aprile 2010

una bella poesia con tema il disboscamento voluto per montagne di soldi ed ha nulla valgono le preghiere che si fanno per evitare questo scempio. frasi mirabilmente scritte, non restano che i complimenti

Antonella Bonaffini8 aprile 2010

Gli interessi che purtroppo stanno alla base di vicende di questo tipo nulla hanno a che fare con gli interessi della collettività! Molto bella!

Barbara Rossi8 aprile 2010

Versi che sento profondamente, lo scempio della natura è sotto gli occhi quotidianamente. I miei ricordi tornano alla frana di 10 anni fa ed all'orrore che conservo ancora nel cuore. Applausi!

Rita Minniti8 aprile 2010

E si è lì con le braccia al muro e la voce senza parola davanti allo scempio che coinvolge il pianeta. Siamo qui a denunciare, senza mai avere riscontri positivi, davanti a ciò che andrebbe fatto e non si fa... Una denuncia, questa poesia, una preghiera alla vita che sta morendo e di cui, ne stiamo avvertendo tutti noi, le atroci conseguenze. Straordinaria lettura, nella sua pienezza di immagini dolorose, quanto sofferte.

Pino Tota8 aprile 2010

La tragedia, qualunque essa sia, qualsiasi cosa colpisca è componente oramai dell'ordinario, delle cose di tutti i giorni, solo notizie per i media che l'uomo commenta, giudica, ma che il giorno dopo ha già dimenticato... forse solo i poeti hanno ancora una coscienza... Bellissima.

Raggioluminoso8 aprile 2010

Siamo così abituati a sentire notizie orripilanti, ove sempre il male viene messo in primo piano, che ormai il peggio del peggio lo troviamo normale. La sensibilità e la solidarietà che esistevano una volta non ci sono più e tutto viene fatto in funzione del dio denaro che acceca sentimenti e buoni proprositi. Per fortuna non tutti sono così e ancora c'è qualcuno che urla a questo scempio. Lirica piaciutissima anche per il tema trattato. Complimenti!

Doraforino8 aprile 2010

Versi che si imprimono nella mente a vedere immagini di ordinaria follia... in uno scenario da brivido. Boschi invisibili... alberi caduti stesi in una solitudine senza fine... Versi di grande impatto emotivo.

Clara Gismondi8 aprile 2010

Senza leggere la nota avrei letto la poesia anche in questo modo: i miei passi possono rappresentare il passato e attraverso il resoconto della mia vita io riscontro diverse cose belle e brutte. Leggendo la nota in effetti si capisce che può avere più letture. Bella poesia in tutti i casi.

Il nostro è un pianeta in via di desertificazione e non solo dal punto di vista naturalistico... E' la desertificazione dei sentimenti, delle emozioni, ciò che spaventa ancora di più. Ci stiamo preparando ad una nuova era, popolata di cyborg super tecnologici e super vitaminizzati, incapaci di ridere o piangere... Che ce ne facciamo di un bosco?... Apocalittica prospettiva, amica mia, dobbiamo cambiare rotta, prima che sia troppo tardi.

Gabry Salvatore8 aprile 2010

Riflessione profonda sulla natura e sullo scempio che compiono gli uomini del nostro tempo, con disboscamenti e muri di cemento che non ci fanno vedere al di là del nostro naso. Il dono della natura viene deturpato continuamente. Versi belli e sentiti.

Paolo Eroli8 aprile 2010

una verita' che disarma... lasciando amaro nella bocca e nel cuore... un voltarsi dall'altra parte che non fa onore... DEscritto tutto questo nei tuoi toccanti versi... pura verita!...

Berta Biagini8 aprile 2010

Basta guardarci attorno per capire quanto male sino adesso l'uomo è riuscito a fare per la sua bramosia di denaro – quanti morti sulla coscienza – ma purtroppo tutto questo sempre si ripeterà, forse è troppo tardi per rimediare.

Simone Bello10 aprile 2010

Penso tra le tue migliori e più intense liriche... Una "denuncia poetica" di grande rilievo e spessore, contro una società sempre più superficiale, sempre più fredda, e con sempre meno spirito di fratellanza... Una poesia che conservo tra le migliori... Un Abbraccio grande per te!