Angelo nero
Raffyka Danse Macabre
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ti invita alla danza galante
passo altezzoso, sguardo sognante
celestial viso malinconico
parole dal vago allegorico
chitarra mesto motivo intona
quando il sole del giorno stona
quando languire diviene il verbo
notte, rifugio di languore superbo
mentre i giorni scorrono rapidi
luci o lanterne, sapori insapidi
sembra che il principe non voli più
o forse a librarti sei solo tu
quell'angelo tentatore torna
allora nascondendo le corna
a rinchiudersi nel suo inferno
lasciando nell'amante eterno
vuoto che tortura i pensieri
scritti paiono sia falsi che veri
la rabbia distrugge senza rancore
il ricordo del malsano amore?
lancia così maledizioni
contraddittorie nelle emozioni
la vittima offesa da tale gesto
cerca una luce nel buio pesto
è verde quell'assenzio da bere
per dimenticare tutte le sere
rosso il vino da inghiottire
per dalla realtà cruda fuggire
ma il demonio non si arrende
il tuo affetto sempre pretende
e le zanne nuovamente mordono
di quel demone il tuo sonno
soffri, debole bestia, soffri ancora!
questa è la pena di chi si innamora
prega ora che il pugnale ti salvi
che il veleno e te possiate amarvi
maledetto sia allora il suo sguardo!
che muoia quel bandito beffardo!
smorfia atroce felice dolore
inietta nella corolla del fiore
ma quale demone, quale vampiro!
ma quale diavolo o infernal tiro!
sei tu il carnefice senza pace
da Eden di difenderti incapace!
tu sei la vittima e l'uccisore
TU! abbandonato al tuo liquore
tu che speravi di essere Vate
povero illuso con note mai nate!
angelo nero, ti eleva al ciel?
ben opposto il tuo destino. Nel
infernal baratro luciferino
ti spinge di nuovo con un inchino
la tomba è inutile, non guarisce
ogni tramonto prima o poi finisce
cogli l'attimo nulla è eterno!
dopo Autunno c'è sempre Inverno.
©
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L'autore
Raffyka Danse Macabre
nient'altro che la sintesi dei complicati simboli di un CREPUSCOLARE labirinto interiore. ||| Dannata-mente Apollinea che brama il Dionisiaco ||| vorrei fermarmi sulla linea di confine, sul limite tra immanente e metafisico, nel non-luogo tra mondo e iperuranio e camminare funambola sul confine... senza cadere in
Commenti (3)
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Veitla8 aprile 2010
questa poesia mi ha fatto vedere proprio l'eclissi della luna, come la musica suggerisce... ma sarà allora, che si sposa col sole?
Stefano Drakul Canepa10 agosto 2013
notevole, mi piace anche questa... b r a vi s s i m a
R
Relavius23 agosto 2013
ritmo calzante e tenebroso degno di una vera "maudit", Munch epico


