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Dall'apatia del corpo prende distanza,
deviando, il sogno
- deviazione
è una parola che fa impressione -
deviando da ogni verso versato
stando fuori dal cerchio
fino all'ultimo minuto
per poggiare le labbra
sull'aria densa
d'azoto (come sempre)
e di profumo lontano
che non trafigge le narici
ma è soffio
a sospinger l'abbandono
da volo a volo
dove ancora non giunge
confessare
- confessione
va rimando con colpa -
confessare nei versi è già voce,
ossigeno, respiro,
se non bocca e mani
e occhi
sono giorni regalati all'utopia
all'illusione che nulla voglia, se non sognare,
il sognatore
- sogno
menzogna esso stesso -
e nulla ottiene il silenzio, se non silenzio
un nulla anch'esso denso
meno d'una fuga di parola che, d'altre tinte, mi colora.
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Commenti (2)
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Saldan13 aprile 2010
Una poesia particolare, senza dubbio da interpretare perché le parole e i versi hanno un senso profondo da estrapolare nel componimento (peraltro diretto magistralmente) ...ti dico cosa ci ho visto: un perdersi perpetuo nell'illusione d'un sogno che possa distogliere l'attenzione da un'imprecisata colpa più o meno dissimulata nella voglia di respirare ossigeno puro... non so se è questa la tua interpretazione, ad ogni modo posso dirti che mi è piaciuta molto...
Massimo Mangani13 aprile 2010
vedo che oggi X e tornato Xdire creazione immensa ...da fioccar e incorniciare a rileggerti ...

