Tesserini umidi
(Adoro) Le mie tre candele
e la goccia
la cameriera mi attizza
più della Fenech
sotto la doccia
Rompiamo le righe
siamo più vivì
che mortì
Bustina dolce decolorata
torta vanigliata
la sfera corre sulla carta gialla
tra macchie di vino
sigarette alla menta
e Gesù bambino
La gente si lamenta
il caffè è troppo freddo
vado a fumare
la gente si lamenta
San Michele spicca
s'invola s'imbicca
guardando quel mimo
che serve al banco
Mostro Divino
digestione lenta
e vaffanculo ai colori
e al sughero
Dateci
tesserini umidi
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (2)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Omero Sala15 aprile 2010
Ancora una scombinata, strampalata, bislacca e sconcertante prova dal disarticolato, eccentrico e stravagante Giovanni, perfetta rappresentazione del disorientamento che ci invade vivendo in questo disgregato e insensato mondo, in questa folle e assurda stagione, in questa schizzata e impossibile condizione.
Veitla27 aprile 2010
Questa poesia sembra parlarmi di una esasperazione nel vivere una situazione che non piace e contemporaneamente attira. Sarcasmo e ironia, dice molto tra le giravolte... condivisa in alcuni punti

