Tra gli scaffali di una biblioteca
Omero Sala
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Tra gli scaffali di una biblioteca
ci siamo dati il primo appuntamento.
Ti indicavo,
con entusiasmi artificiosi e recitati,
i libri letti, quelli posseduti,
quelli che avrei voluto avere,
quelli che avrei voluto darti.
Ascoltavi distratta e mi guardavi.
Tu non pensavi ai libri
e non mi ascoltavi.
Io non pensavo ai libri
ed ero attento ad altro.
Ti ricordi?
Te la ricordi quella confusione,
quell'ansia, quell'affanno
e quello strano gioco
a intrattenersi per tenersi.
Te la ricordi, vero,
quella tenera agitazione da bambini,
quel rimescolamento
che ci prendeva a star così vicini?
Te lo ricordi il fremito,
quello che ora, se ci pensi, appare un po' puerile
e un poco ci fa ridere;
e la nebbia leggera nella testa,
il batticuore bizzarro,
e ancora, cosa dire,
la palpitazione, il cardiopalmo,
la tachicardia,
l'emozione, il turbamento,
le formiche impazzite nelle vene,
il batticuore, la trepidazione,
i sussulti, i trasalimenti, l'apprensione,
i fuochi artificiali,
e non so cosa altro, non so cosa ...
l'implosione
nello stare con finta indifferenza
spalla a spalla,
nello sfiorarci il braccio, il gomito, la mano,
nel conquistare infine un dito,
il dorso, il polso, il palmo,
il caldo palmo.
Nel nostro pomeriggio in biblioteca
ci fu Dante, in qualche modo.
Non fu galeotto il libro
ma solo il tuo guardare,
il tuo guardare mite,
il tuo sorriso mesto.
Ci fu Dante,
quello del "desiato riso",
io lo ricordo:
il desiderio, il riso,
lo sguardo, il riso, il desiderio,
il pensiero di un bacio.
Ci fu Dante infine, ancora Dante,
là dove dice
"la bocca mi baciò tutto tremante".
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L'autore
Omero Sala
Commenti (1)
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Perlanera17 aprile 2010
Questi versi "suonano" come una dichiarazione d'amore che si rinnova nel tempo; spontanea e freschissima. Molto, molto bella!

