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Brevi 20 aprile 2010 · lettura 1 min · 4028 letture

Popopart 2: Venere

Omero Sala 519 poesie pubblicate
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Mollemente adagiata su un divano, languida regge fiori con la mano, con l'altra si copre la vergogna o forse se la gratta per la rogna.
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Tiziano Vecellio, "Venere di Urbino" 1538 Olio su tela 119 x 165 cm, Uffizi, Firenze.

L'autore
Omero Sala
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Commenti (6)

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Gabriella Caruso20 aprile 2010

In un dipinto ognuno ci vede o ci immagina ciò che vuole. Ci si può anche ironizzare per la verità. Venere, dea dell'amore, ma anche della bellezza, della grazia, non credo che Tiziano abbia voluta rappresentarla con la rogna, tranne che non sia stata infettata dal cane che si trova giusto sul letto Molta provocazione!

Enio Orsuni20 aprile 2010

goya disse a chi lo tacciava di essere sconcio alla presentazione della maja desnuda: non esiste sconcezza in un opera pittorica ma, solo occhi sconci... una poe moltoa apprezzata!

Aldo Bilato20 aprile 2010

bellissima, originale, ironica... fa paio con la mia dell'8 marzo "concetto spaziale"... complimenti. cià.

R
Rebecca Morgen20 aprile 2010

Provocazione a parte, trovo questo modo di scrivere, tutto, meno che poesia.

Asociale21 aprile 2010

non ci trovo ne dissacrazione ne ironia ... anzi la trovo volgare

Nadia Mazzocco26 aprile 2010

Che belle queste righe... e semplicemente meraviglioso quello che scrivi... Breve e splendida la luce che propaga ...