Temporanea (meta- poesia di fine Aprile)

Ingravidato celebrale,
le palpebre esplodono
atavici aneurismi d'espiazione
Eccomi Nirvana, sii il mio padrone!
Le liriche divine al saldo,
Caronti carichi di pene assorte
sui margini estremi del nostro, tristo globo
Sorridimi Poesia, rischiara il languore!
-Ma sempre di topazio ardente son gli occhi suoi, splendidi-
eterna distrazione, Fuori!
Lo slancio era giusto, riprendo la rotta...
Atomico sole dimori nell'uomo,
avvolgimi mesto di un'ignobile tono,
di iridi attrezzate a guardare la luce
sull'inquietudine sismi, lenti nere di pece
ad arridere ai limiti estranei del poetare
ascendendo alle Muse ed al Settimo sigillo!
Per Mozart, geniale bohémien scultore musicale,
ora intravedo
rondini e amanti,
oltre le siepi e i palazzi ad uccider lo sguardo
oltre gli univoci bordi, oltre il vano
-Ma vibrano ancora le notti, i baci e il frastuono-
Sempre l'ultima a ridere sei, amara distrazione
mentre l'atarassica Morte ci squadra sorniona...
oltre il vago infinito pensare
Tu,
Distilla il trascorrere,
le erbe scure,
le inconsapevoli parole
e la divina Pazzia!
©
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L'autore
Nero
Nero è il nome che ho voluto affibbiarmi , il colore della mia anima e del mio viaggio.Sappiate solo che Amo e Amerò,e forse ne muoio e ne morirò.Ma a volte i pensieri di un uomo portano al niente.Senza senso, forse.Le strade nate dal mio dubbio,i quesiti che mi attanagliano,l'amore,la morte ,la pazzia.Le risposte cerc
Commenti (1)
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Siddharta Giorgio Raco25 aprile 2010
forse è la prima volta che ti leggo ma devo complimentarmi con te. Bellissima lirica. Sono senza parole!

