I cancelli privati
Raffyka Danse Macabre
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Per sempre i cancelli si chiusero
Le giovani anime in strada si schiusero
Abbandonati fiori malsani
Sfioriti in solitudine
Ripercorrono anni lontani
Ripercorrono l'inquietudine
C'era una volta il vento
Che le membra riscaldava
Mentre l'inverno vicino
Ogni giorno invecchiava
Giovane vorrei tornare
Disperata malinconia
Mi resta il ricordare
E il consumare. Pazzia.
I cancelli della percezione son chiusi
Ma i vecchi non sono più illusi.
©
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L'autore
Raffyka Danse Macabre
nient'altro che la sintesi dei complicati simboli di un CREPUSCOLARE labirinto interiore. ||| Dannata-mente Apollinea che brama il Dionisiaco ||| vorrei fermarmi sulla linea di confine, sul limite tra immanente e metafisico, nel non-luogo tra mondo e iperuranio e camminare funambola sul confine... senza cadere in
Commenti (1)
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Veitla26 aprile 2010
chi può dirlo se i vecchi sono ancora capace di illudersi? In fondo sono bambini, interessante questa poesia che parla della chiusura delle percezioni. Mi piace

