Tredici rintocchi
Raffyka Danse Macabre
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Dodici rintocchi grevi bussano
Nella tempesta sulle lignee porte
Di un pozzo che ha inghiottito la luna
Sconvolgiti, oh sconsolata fortuna
Che fuggi più del vento e più del tempo
Ondeggiano prendendomi per mano
Tragiche nella buia mezzanotte
Malinconie lontane e mai risolte
E sono qui, ad immaginare la Sorte
Che fugge come il vento e come il tempo
Senza stelle surreale un mondo
Cresce per uccidere il ricordo
Di un ora immaginata e perduta
All'ombra di un alito di caduta
E fugge il tempo fugge, scappa e geme
Ma il passato pugnala ogni speme
Tredici rintocchi, ossimoro di paura
Stilla la mente di memoria imperitura.
©
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L'autore
Raffyka Danse Macabre
nient'altro che la sintesi dei complicati simboli di un CREPUSCOLARE labirinto interiore. ||| Dannata-mente Apollinea che brama il Dionisiaco ||| vorrei fermarmi sulla linea di confine, sul limite tra immanente e metafisico, nel non-luogo tra mondo e iperuranio e camminare funambola sul confine... senza cadere in
Commenti (2)
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Doraforino1 maggio 2010
...E fugge il tempo fugge, scappa e geme ma il passato pugnala ogni speranza. Malinconie infinite che prendono l'anima.
You Don’t Know Me1 maggio 2010
per fortuna i tredici rintocchi si dimenticano facilmente il tempo fugge e poi tutto passa solo il ricordo non ferma la corsa ma per fortuna il tempo passa passerà anche la paura


