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Introspezione 5 maggio 2010 · lettura 1 min · 3368 letture

Complicità

Kiaraluna 1203 poesie pubblicate
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Quel muro dietro casa che separava il giorno dalla notte fiorito di lucertole assopite e glicine spiovente che acerbo come me lo colorava muro del pianto che tenero si offriva alle mie spalle quando seduta raccoglievo i cocci della vita, precoce l'amarezza che controvoglia degustavo respingendo con fierezza l'abitudine a un destino disegnato candore d'un'età che poco ha assaporato di dolcezza e di calore ed ora, che il cuor s'è fatto tronco cavo reclama, dell'intimo compagno di tristezza complicità remota socchiudo gli occhi, sfiorando la sua ruvida carezza ...e sono là.
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Un vecchio amico della mia infanzia, forse l'unico che sapeva ascoltare la mia paura di crescere, in quel mondo che già mi circondava con le sue tinte fosche.

L'autore
Kiaraluna

Scrivere è nel mio DNA ,ho iniziato da bambina,qualche decennio fa.... traballando,senza una reale mèta,ma solo con la maturità ho imboccato la strada che sento appartenermi e più ancora di recente ho scoperto che "leggersi" a vicenda arricchisce molto e , che per poter suscitare emozioni, bisogna per primi averne res

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Commenti (22)

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... si a volte basta anche un muricciolo per amico, confidargli le paure, l'incertezze... si forse è il migliore amico che ti sappia ascoltare... mi hai commosso Kiara... molto bella e sentita la tua poesia... Fiore

Antonella Scamarda5 maggio 2010

Versi intrisi d'intima tristezza, in essi la nostalgia di un tempo passato, dove la tenerezza dell'età acerba, trovava sollievo nella solitudine di un luogo assai caro, dove un muro, coperto dal glicine, diventava amico confidente, e ascoltava la precoce sofferenza che già stringeva l'anima... Molto, molto bella...

Salvatore Ferranti5 maggio 2010

Versi che, con grande armonia, ripercorrono il passato. parole velate di dolce malinconia, introducono il lettore in un mondo particolare, fatto di vita vera, di dettagli... molto apprezzata.

l'infanzia un periodo difficile di incertezze e insicurezze che sfociano in pianti liberatori... dove anche un semplice oggetto può essere un compagno di sfogo... quanta nostalgia nel ricordare quei periodi... bellissima poesia

C
Carlo Barretta5 maggio 2010

quanti di noi hanno avuto per amico fidato un muro ed il rammentarlo ad anni di distanza, forse chiude il cerchio della vita con una nota di amarezza: il nostro vagare alla ricerca di qualcosa di profondamente vero si è dimostrato perfettamente inutile. una amara riflessione da parte dell'autrice che induce anche il lettore a guardarsi dentro. apprezzata molto

Calogero Pettineo5 maggio 2010

Una riflessione degna di nota, bellissima. Ognuno di noi ha un muro su cui scaricare le proprie ansie, i propri crucci, stupendo l'abbinamento al muro. versi che trasportano nostalgia uniti ad una profonda tristezza. .

Giorgio Lavino5 maggio 2010

La logica del pessismo che pervade il mondo sostiene che nessuno ti dice che nessuno ti consiglia bene per invidia. Ma ognuno sa che non è così perché c'è sempre un piccolo tesoro da tutelare. Ed è molto preziosa l'amicizia di un amico soprattutto se di antica data. Stupenda davvero questa poesia.

Antonella Bonaffini5 maggio 2010

Una poesia molto intima, pacata, un guardarsi alle spalle con malinconica serenità!Molto molto bella!

Moreno il Duca5 maggio 2010

durante l'infanzia basta poco per rassicurare il proprio animo e vincere le paure un sassolino levigato in tasca esempio un vero talismano che protegge, un amico che non parla ma che ti segue ovunque molto bella questa tua complimenti

Daniela Pacelli5 maggio 2010

Stupenda Anna, letta con grande apprezzamento ed emozione, quella che riesci sempre a trasmettere dipingendo i tuoi versi come pennelli sulla tela che presenti a noi. Bellissima!

Mamma Anna che intensa lirica... Da bambina anche io avevo il mio "muro del pianto" dove andarmi a nascondere dai rimproveri, dai litigi, e poi via via dalle indifferenze e ferite della vita... Ora il muro è cambiato, anzi forse non c'è manco quello... speriamo ci sia una spalla... una chiusa di grande emozione saper di sfiorarlo e riaffiorare i ricordi... STUPENDA ANNA... Applausoni e fiocchi... Mia!

Vivì5 maggio 2010

Bella metafora il muro del pianto. Averlo avuto da piccola un amico che mi consolava dal gran piangere... Lirica molto intensa e commovente. Apprezzatissima.

Pino Tota5 maggio 2010

Che sia un muro, che sia una coperta, che sia un animaletto di pezza... se riandiamo nella nostra infanzia tutti abbiamo avuto un elemento che ci serviva per isolarci e liberarci delle nostre piccole o grandi ansie... io mi ricordo di un vecchio cancelletto arrugginito nascosto dai rovi di un giardino comunale... era il mio piccolo rifugio e conosceva tutti i miei segreti... Una magistrale e notevole poesia. Piaciuta tantissimo.

Silvia De Angelis5 maggio 2010

Ci sono dei luoghi assai cari nella vita, che in momenti difficili dell'infanzia, hanno serbatoi nostri crucci e le nostre amarezze e nel ritrovarli, si torna indietro nel tempo rievocando momenti difficili della crescita Lirica meravigliosa, apprezzatissima

D
Dalassa5 maggio 2010

Molti intimi ricordi, rifugi di profonda introspezione si avvicinano molto alla nostra esperienza di condivisione di pensieri e sentimenti. Per me sono i glicini, fiori di un passato indimenticabile. Non siamo soli. Dolcezza infusa in questi splendidi versi!

Berta Biagini5 maggio 2010

Purtroppo nell'infanzia avendo sempre girovagato non ho potuto mai avere il mio muro del pianto, mi sono sempre dovuta accontentare di piangere dentro ed infatti il mio stomaco ci ha rimesso. Delicatissima e tenera poesia.

S
Silvia Cingolani5 maggio 2010

ah i ricordi... dolci, amari, sofferti... sono parte di noi... in ogni caso. Bellissima questa poesia che riporta al passato.

Troppo orgogliosa, per piangere, da bambina, ma un amico c'era e mi voleva bene e mi amava, come io l'amavo... il mio amico d'infanzia... che non ha fatto in tempo a diventare del tutto adulto, falciato da Signora Morte poco dopo i vent'anni, vittima di una rapina. Eppure io continuo ostinatamente a raccontargli le mie pene, perché solo lui può vedere quelle lacrime non piante...

Danielinagranata5 maggio 2010

Mi hai emozionato... quel muro amico che raccoglieva pianti è una delle più belle lette oggi sicuramente da fiocco rosso... da mille fiocchi rossi

Antonio Biancolillo5 maggio 2010

Stupenda la tua complicità di quei ricordi... un passaggio obbligato dei tuoi pensiero che malinconicamente si riappropriano di quelle emozioni che sapevano essere condivise... Bellissima nella sua immensa dolcezza...

Raggioluminoso6 maggio 2010

I luoghi dell'infanzia, ci continuano a parlare anche da adulti e ci portano gran bene al cuore e sollievo all'animo, spesso anche tristezza per qualcosa che sappiamo non potrà più tornare. Bellissima lirica. Molto sentita, condivisa!

mario calzolaro6 maggio 2010

Quanto di più bello mi sia capitato di leggere negli ultimi giorni. Un'amarezza dolce e travolgente, un dolore senza rese, una forza lucida e ferma come un raggio di luce!