15 d'un agosto addietro
La città - mi dice - è vuota.
L'ha detto con gli occhi ad un cielo terso.
L'ha detto sul merletto dell'alba,
come fosse una mattina
sulla sua gonna.
Chi viene da fuori, pensa: non parlerò
se non sento le voci.
In tanto silenzio manifestano i piccioni.
Rimane intatto
lo stupore dei getti alle fontane:
quando nessuno beve, l'acqua ingrossa e sale.
Quasi fuoco, si piega alla condotta buona.
Nelle vasche quieta il tempo bello,
il tempo delle statue adorno che
da sole
ingrassano anche il marmo
e a meridiana
si segnano per l'ombra.
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