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Famiglia 8 maggio 2010 · lettura 1 min · 2329 letture

Quella salita dei quarantatré

Carla M Casula 133 poesie pubblicate
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In quella salita dei quarantatré mi hai covata -sasso umido di rosa- in mezzo a sterpi e bocche del destino fameliche di semi senza frutto e l'ultimo bagliore hai innaffiato in attesa di un unico faro a rincorrere, sorda, la chimera -sfacciata per quell'anfora vuota- che le chiacchiere e la coda del pennino sbavavano, in pianti ed orazioni. L'attesa aveva il miele amaro l'odore del corbezzolo selvaggio negli occhi il giorno che saluta e tace, dentro un fuoco inesistente. Corolla, m'hai dischiuso a vita incerta tremula di sale e lumicino nel vento che gira di schiena e non bastarono tre lingue scucite a trattenere l'onda del vagito. Giove e Saturno, respingiamo il cerchio chiave di fa e di violino ma nelle notti gonfie di luna senza aceto vedo quel canto di mamma squarciare la tua corazza d'istrice.
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Nonostante tutto e tutti, sono nata...è questo ciò che importa... Grazie mamma...

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Carla M Casula
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