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Impressioni 12 maggio 2010 · lettura 1 min · 5826 letture

Il vecchio

Kiaraluna 1203 poesie pubblicate
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Gomitoli di nodi marinari bagnati e stretti impossibili a disfare non issa più la sunta vela il vecchio, resta seduto mentre il timone, spettrale gira a vuoto terra non è così lontana eppure resta immobile a fissare il mare, calma apparente agli occhi calati il vento e il sole nelle vene e lui lo sa che là, dall'orizzonte l'onda assassina sta per arrivare il mondo pare fermo e indifferente, solo il suo legno a largo continua a beccheggiare.
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A volte... fa meno paura vivere morendo... che morire vivendo.

L'autore
Kiaraluna

Scrivere è nel mio DNA ,ho iniziato da bambina,qualche decennio fa.... traballando,senza una reale mèta,ma solo con la maturità ho imboccato la strada che sento appartenermi e più ancora di recente ho scoperto che "leggersi" a vicenda arricchisce molto e , che per poter suscitare emozioni, bisogna per primi averne res

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Commenti (24)

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M
Maria Rosy12 maggio 2010

L'onda nera sta per arrivare Che magnifica e terribile metafora per chi è già vicino a morire e non guarda altro che il mare Bellissima metafora applauso

C
Carlo Barretta12 maggio 2010

Profonda, misteriosa, affascinante come il mare questa poesia. E quando una poesia può, giustamente, essere accostata ad un elemento così grande ed importante, non serve aggiungere altro per definirla una vera perla. Piaciuta, apprezzata e segnalata.

Anna Maria Obadon12 maggio 2010

Molti di noi hanno più paura di vivere che di morire. Molto bella l'immagine del vecchio e il mare. Stupenda.

Clara Gismondi12 maggio 2010

Verissima la nota... Nel brano poetico colgo anche un rapporto tra il vecchio e il mare che ferma il tempo, privilegiato stacco che unisce i due spiriti. Anche il mare osserva il mondo! Molto bella!

Salvatore Ferranti12 maggio 2010

Poesia che condivido in pieno. Bisogna vivere "vivendo", altrimenti questa esistenza si riduce ad una pallida agonia, in attesa dell'inevitabile. Bisognerebbe riuscire a fare le cose che più ci piacciono, occorrerebbe un po' di coraggio in più. poesia apprezzatissima. anche per lo stile.

Pino Tota12 maggio 2010

La morte dei giovani é un naufragio, quella dei vecchi un approdare al porto...(Plutarco) ...la rassegnazione di chi ha vissuto una intera vita e non vede più luce nel proprio orizzonte, estrema ratio quella di attendere la fine immobile... arrendendosi al proprio destino. Intensa... bellissima.

Questa poesia proprio a riflettere quello che penso ormai da tempo... Ci lasciamo a andare in un sopravvivere, a un guardarci intorno ma raccogliendo solo quel che possiamo, senza farci coinvolgere più di tanto... La paura di poter trovare prima o poi quell'onda anomala che ci travolge e non sappiamo come reagire, è troppo grande. Stupenda molto sentita e meravigliosa stesura!

Aldo Bilato12 maggio 2010

"è meglio una fine disperata o una disperazione senza fine?"... stupenda lirica con metafore calzanti... sul male di vivere... o meglio il "mare di vivere"...vivere il male... vivendo quel mare... che ci portiamo dentro... disagio esistenziale... costante logorio interiore... complimenti. cià.

è meglio vivere osando e rischiando che stare ad aspettare che gli eventi passino senza neanche accorgercene... altrimenti la vita non ha senso... bellissima questa tua poesia che porta a riflettere sull'esistenza umana

mario calzolaro12 maggio 2010

L'onda nera che ti attende è meno nera se disponi l'animo all'accoglienza di una "filosofia dell'essere e dell'esistere" che ti dona pace, saggezza, equilibrio. MAGISTRALE... , come sempre, Anna!

D
Dany Blasi12 maggio 2010

Brava, c'è persino una nota di serenità nell'attendere un brutto ma un'inevitabile presagio, come l'amore per il mare e la morte tutto è un destino umano atteso con immensa saggezza.

Daniela Pacelli12 maggio 2010

Gomitoli di nodi marinari bagnati e qundi impossibili da disfare... restare a fissare il mare nella calma apparente agli occhi... in attesa dell'onda assassina... che dire Anna se non che è stupenda. I tuoi versi si colorano sempre di serena calma che arriva fino al cuore. Sentita, piaciuta e apprezzata tanto. Chi muore morendo lascia amarezza, e vivere morendo... è un vivere a metà ...Complimenti di cuore

Silvia De Angelis12 maggio 2010

Credo che, nell'arco dell'esistenza, sia sempre meglio scegliere, momento per momento, cercando soluzioni adeguate, piuttosto che attendere passivamente il corso degli eventi... Lirica straordinariamente originale, apprezzatissima

Moreno il Duca12 maggio 2010

una stupenda poesia che affascina così come affascina il mare una intensa poesia riflessiva che mi porta con la mente alla catastrofe che si sta consumando in america con le perdite di petrolio in mare dove questo sta distruggendo la natura

Rita Minniti12 maggio 2010

Poesia dalle metafore eccellenti, dove ogni parola, al posto giusto, è descritta con minuziosa cura e bravura. Protagonista il vecchio e il mare: Il vecchio, solo, in mezzo ad un contesto quasi, inerme, stanco di lasciarsi andare, quanto a tentare di salvarsi. Lui, fermo ad aspettare che la morte lo colga, preparandosi all'evento, senza neppure alzare gli occhi al cielo. Perché, ciò accade, quando la stanchezza dell'anima è più forte della stanchezza fisica! A volte, succede, che si finisce col pensarla così, quando l'apatia sovrasta la propria esistenza... quando non si ha più voglia di voltarsi indietro per continuare... cambiando strada! Straodinariamente riflessiva... bellissima stesura!

Antonella Bonaffini12 maggio 2010

Una grande e sicuramente diversa sensibilità ci porta ad avere una percezione della realtà...consapevole... e nasce la tristezza, un momento di indicibile malinconia che passerà...deve passare! Bellissima!

D
Dalassa12 maggio 2010

La paura della morte è comune un po' a tutti ... eppure c'è attesa a questo evento, la consapevolezza raggiunta forse... assicura un vita interiore più intensa. Splendide metafore. Grandiosa.

Angela Rainieri12 maggio 2010

Profonda e bellissima nelle eleganti metafore... Rimane in attesa il vecchio nel mare della vita ad aspettarela morte con la calma apparente negli occhi, circondato dall'indifferenza del mondo... Sublime, un vero capolavoro! Infiocchetto.

Calogero Pettineo12 maggio 2010

un affascinante rimirar di versi per colui che si sente alla deriva e non aspetta altro che la fine. Il problema? non siamo noi a decidere quando arriverà, meglio VIVERE ogni secondo che ci viene donato. Molto piaciuta.

Paolo Eroli12 maggio 2010

vERSI DI GRANDE SENSIBILITA' ESPRESSIVA... COME CI HAI ABITUATO DA SEMPRE!

Danielinagranata12 maggio 2010

Sembra di scorgere quel "vecchio" immobile a fissare il mare forse tra le onde vede passare tutti gli istanti di una vita è una poesia ricca di immagini suggestive molto intensa è bellissima mi ha emozionato e quando una poesia mi emoziona conservo nel cuore

Berta Biagini12 maggio 2010

Un triste quadro che con l'aiuto della nota ci vuol far comprendere quanto sia giusto vivere vivendo senza perdere alcun istante del nostro momento – come dice un vecchio proverbio "ogni lasciato è perso" – è che ci si pensa sempre dopo.

Raggioluminoso12 maggio 2010

Sempre incantata e con la sorpresa nel cuore nel leggerele poesie di questa poetessa che sa penetrare all'interno del sentire umano. Versi che si rincorrono per l'intensità e la profondità espressa. Molto, molto apprezzata.

F

Incantevole lirica in cui si celebra ed si esalta la sublime sensibiltà dell'autrice. Sinceri complimenti