Miravo la mia dama
Raffyka Danse Macabre
73 poesie pubblicate
+ Segui
Miravo la mia dama
Leggiadra ma lontana
Delicati ricordi a me richiama
Miro la mia donna
Bellissimo mio fiore
Soffre lo spirito se non sei vicina
Nel nostro languore
Che miglia e miglia dista
Dal vecchio di Francesca candore
Miravo la tua vista
Ma riflessi ideali
Sorgono con arroganza malvista
Or che possiedo anche il materiale
Francesca: un'allucinazione immortale
La mia mente o cuore m'ha tradito
Perdono, perdono! Sono ammattito!
Senso di colpa, vergogna, la vita
È un labirinto senza uscita!
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Raffyka Danse Macabre
nient'altro che la sintesi dei complicati simboli di un CREPUSCOLARE labirinto interiore. ||| Dannata-mente Apollinea che brama il Dionisiaco ||| vorrei fermarmi sulla linea di confine, sul limite tra immanente e metafisico, nel non-luogo tra mondo e iperuranio e camminare funambola sul confine... senza cadere in
Commenti (0)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ancora nessun commento. Scrivi il primo!
