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Amore 12 maggio 2010 · lettura 1 min · 3378 letture

Miravo la mia dama

Raffyka Danse Macabre 73 poesie pubblicate
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Miravo la mia dama Leggiadra ma lontana Delicati ricordi a me richiama Miro la mia donna Bellissimo mio fiore Soffre lo spirito se non sei vicina Nel nostro languore Che miglia e miglia dista Dal vecchio di Francesca candore Miravo la tua vista Ma riflessi ideali Sorgono con arroganza malvista Or che possiedo anche il materiale Francesca: un'allucinazione immortale La mia mente o cuore m'ha tradito Perdono, perdono! Sono ammattito! Senso di colpa, vergogna, la vita È un labirinto senza uscita!
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la crisi di un uomo che, pur essendo innamorato di una donna, non si libera della figura idealizzata di una donna platonicamente amata

L'autore
Raffyka Danse Macabre

nient'altro che la sintesi dei complicati simboli di un CREPUSCOLARE labirinto interiore. ||| Dannata-mente Apollinea che brama il Dionisiaco ||| vorrei fermarmi sulla linea di confine, sul limite tra immanente e metafisico, nel non-luogo tra mondo e iperuranio e camminare funambola sul confine... senza cadere in

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