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Sociale 16 maggio 2010 · lettura 1 min · 4886 letture

Libere Menti

Nicolò Tevere 89 poesie pubblicate
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Di abusi e soprusi è piena la mente, di quel fingere a occhi chiusi e sorvolar angosce di sicuri fraintendimenti, sbattuti qua e là ad attendere improbabili menti alate in un labirinto di facili delusioni, in questo circolo vizioso di eterna fiducia in plausibili incontri. Di contorta speranza si ciba l'onesto, il quale sopportar l'ignaro non può, non per illusa speranza, ma che di onestà parlar sentire non vuole, che in quanto ignaro, di onestà contemplar non può l'esistenza. Cosicché libere menti lottar non possono con simili inetti, e danzando vanno incontro a rassegnate prigioni di odierne esperienze...
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Nicolò Tevere
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Commenti (1)

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Galante Arcangelo6 aprile 2018

Il testo parte con un tono incisivo, evidenziando i punti essenziali su cui si basa l’argomento descrittivo del percorso, che spinge alla speranzosa nascita, mi permetto di dire, di una libertà d’espressione mentale, oggi inesistente. Ma, a sorpresa, arriva la chiusa finale, con una riflessiva verità che sottolinea tutte le considerazioni dell’autore. La prigionia che nasce è proprio quella, incapace di riconoscere il male dell’ignoranza, giammai pronta ad ammettere l’errore sulla mancanza di rispetto dell’altro e conseguente autodistruzione delle cose, e che si erge come monumento su delle intelligenti vittime. La sua imperfezione sta nel non guardare alle ragioni che circondano la dignità dell’essere umano. Bellissimo testo sociale!