Il naufrago
Raffyka Danse Macabre
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Osservo il mare nel buio immerso
Di una notte che non vuole finire
Odo nelle onde sempre diverso
Il forte suono del loro morire
Su questo umido scoglio roccioso
Passo il tempo invano a cercare
Quel lieve confine nel vorticoso
Moto inquieto che non posso fermare
Il prato azzurro che ho dinnanzi
Amico vagabondo di ogni spirito
Solo, ricopre tutti i più grandi spazi
Di un ricordo che non è finito.
Cercando una risposta alla mia angoscia
Son pronto alla tempesta più feroce
Tu, che conosci ogni salmastra costa
Guarisci il mio naufragio precoce
©
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L'autore
Raffyka Danse Macabre
nient'altro che la sintesi dei complicati simboli di un CREPUSCOLARE labirinto interiore. ||| Dannata-mente Apollinea che brama il Dionisiaco ||| vorrei fermarmi sulla linea di confine, sul limite tra immanente e metafisico, nel non-luogo tra mondo e iperuranio e camminare funambola sul confine... senza cadere in
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