Io sono tua madre
Già, te ne vai;
facile adesso
per te partire.
Varcherai quel cancello
dritto
a dimenticare.
Ma se ti giri vedrai
che io non sono l'albero
che si scuote sul posto
salutandoti
o la foto ricordo
che t'inseguirà dappertutto
senza esserci.
Anche se tu per me
non avrai
lo spazio nella valigia
ricorda:
io sono tua madre,
tua madre,
lo capisci?
E questa è la tua vita
per cui io
ho già pagato i conti,
con i miei pianti,
con i miei vent'anni,
con le notti insonni
per darti il latte.
Dov'è quindi ora
l'aria che ti spetta,
lo spazio riservatoti
dalla tua nascita,
il tuo tempo di finire
proprio della crescita ...
Solo quando
avrai avuto tutto questo,
solo quando
sarai tu stesso
a dirmi: - Basta! –
neanche allora
ti lascerò morire.
©
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L'autore
Ayd
Nato a Rieti il 1°novembre 1968. Vive a Roma. Ha già pubblicato le raccolte di poesia: “Luna di vetro” (Ragusa, 2000, Libroitaliano Editrice); “Inoltre” (Roma, 2004, Fermenti Editrice); "Altrove" (Cerignola, 2012, Enter Edizioni).
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