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Riflessioni 19 maggio 2010 · lettura 3 min · 1248 letture

L' allarme del giullare

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cecilia piras 20 poesie pubblicate
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La leggerezza è adatta in tempi bui, ed è lecito in qualsiasi momento cercare sorrisi per non lasciarsi cascare le mani, ma sono border- line tra canzoni ridenti e procurati allarmi Talvolta le stranezze regalano strenne di diversa comprensione o la comprensione regala strenne di diversa stranezza. Mai lasciarsi cascare le mani, mai dare un fiato tenue a uno squillo di tromba mi sento piovere già addosso il sangue degli ignavi già ci soffoco dentro, sento il mio respiro senza sfogo e mi scoppiano le vene delle tempie Sarà il polverizzarsi di una stella che si rigira in singulti di un letto di spine sarà l'ombra di un mostro malato di arsura che ci toglie la vita e il respiro ma non posso più ignorare lo sbattere delle cavallette che hanno preso ali di messaggeri da tempo immemore per attirare l'attenzione dei giullari. Si sono spiaccicate ai vetri delle mie finestre, invano 100 volte ho lavato le macchie dei loro corpi morti. Se sono morti, in quel modo, i messaggeri, l'allarme deve essere serio devo avvisare che la belva esiste, non è di carne ed ossa, ma ha preso in ostaggio la vita di tanti. I bravacci scaramantici dicono che non esiste per scacciarne l'immagine non ne pronunciano il nome, o dicono che è una leggenda del secolo passato I bravacci sordi, i bravacci bendati, e anche i guardiani delle mura sono caduti ubriachi e dichiarano:"morte alle cassandre" Tanti hanno ingoiato ettolitri di illusioni ignorano i morsi dellla fame, zittiscono lo stomaco che protesta si saziano della sindrome di stoccolma non vedono i loro forzieri sempre più vuoti le loro campagne senza un filo d' erba. Poi ci sono gli ubriachi di altri sonni sono quelli che hanno cavalcato la belva seguono una luce malata come fosse sole credono sia il loro padre ma se è sole, è un sole che arde e distrugge se padre è, è un padre folle che ha schernito il dna è uno che trasmette deliri di onnipotenza ha ridotto l'attacamento naturale a una macabra barzelletta il dna l'ha trsformato in una favola di balordi l'affetto naturale ridotto ad un mito di chiusura una insensata selezione che risparmia pochi. Li chiama sangue del mio sangue e parla di amore ma poi il loro sangue se lo beve come sciroppo e li deride, quando si divincolano nel terrore, "Scusate, gli dice, l'errore imperdonabile avevo omesso una T, volevo dire a morte e non amore, ho attaccato le sillabe ed ho perso una T I pochi che sono ancora in piedi sono statue di sale sono rimasti pietrificati dal dolore e altri che avevano capito hanno colto l'allarme del giullare è questa la tristezza: che sentirà solo chi ha già sentito, l'allarme del giullare.
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L'autore
cecilia piras

insegnante, coltiva da sempre la passione della scrittura.ha pubblicato i romanzi "leggere nel silenzio"e "Quando le ombre erano cristalli". le raccolte di poesie"abbracci da una stratosfera"e"cocci di tessere corsare".per lei la scrittura è un mezzo per liberare la creatività e raccontare la realtà.

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