Comunque a quel nome
Seduti a tentoni gli occhi riposano
sulle gobbe dei muri a secco
che fu acqua di vento ai timori.
Sgravidano nei rivoli
nascendo le pozze per quel vago vagito
a tinta d'intorno.
Nella rubrica, i nomi vivacchiano a memoria.
Si potrebbe questo o tal altra
ma il telefono dista un'alzata di voglia
che pesa la terra.
Forza la fuga uno squillo:
fa clamore. Aspetto le gambe,
aspetto a quel nome.
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