Solo e lontano

E' sempre notte
ora che lontano sono in solitaria terra
ala di nero buio macchia mia vista
e te nasconde
e nuoto in insano vuoto cercando
occhi di perle smeraldi
ridenti brillanti
gocce di sole spillate da seno
superbo ritroso
antico sapore d'amore.
Galoppo sfrenato di zoccoli duri
su misero petto
in stanza da attesa agghindata
voglia di te urla mio cuore
errano mute mani nel buio
di chiuso capanno in riva al mare
ove carezza lasciò
ultimo tuo bacio.
Si avvicina cielo
distende nero mantello di nubi
e sangue lava mio corpo
ma ora che frutti succosi non offri
me seppelliranno in fossa di fango?
Che faccio ora io in arido bosco
spoglio di tuoi doni celesti
tra cigni arcigni algidi macigni
nasi zampe code di giumenta languenti
rottami di pensieri e ricordi
carogne di cuori delusi, che faccio?
Ritorno
e volo in cielo infuriato
in burrasca tra flutti scoscesi
in lotta con nubi inattese
ti cerco ti chiamo ti voglio
Ma dimmi
dimmi
amore dimmi
E' morto il sole
©
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Commenti (2)
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Triste20 maggio 2010
Una bellissima poesia scritta in un linguaggio antico .S'apre e chiude con il medesimo sipario: il buio, perché il sole è morto... essendo il Poeta lontano dalla donna amata."Errano mute mani nel buio" ma le mani, nonostante l'oscurità continuano a cercare quelle carezze che ormai son solo un ricordo che fa male."Anche il cielo sfoggia il suo mantello di nubi... " la natura non è più la stessa... tutto è così triste come i mille "rottami di pensieri" che a nulla serviranno."Dimmi amore, dimmi..."l'ennesima invocazione... senza risposta alcuna. Meravigliosa
Chiaraluna FiorellaGiovannelli21 maggio 2010
è meravigliosa questa tua poesia Gabriele... nella sua malinconica tristezza... sei un grande, Fiorella

