Un ineffabile respiro e scosse

Un ineffabile respiro e scosse,
bolgia tutta terrena di que' mali
natali, all'imbrunir mi porse
Gli anziani crepuscoli muti quali
al ricorso di quelli tosto venuti,
come il ricordo ai grigi fondali
"Nuova Gerusalemme dei Poeti,
le otri saggie spargi d'amena avena
per fiorir la via a gli sporchi prati
L'angelica voce d'arte e serena,
a schiarire la salita, dritto seguita,
a guidar la china vorace dell'anima"
Ma intento ch'ero alla vivace sortita,
il vento mi vomitò la leggera statura,
tessendo il crepaccio della disdetta
Mai vista d'uomo parse più dura,
come al bivio delle parole mai
a dire, che il core s'offese di paura
Di quel che tu taci non ti nuocerai,
il vento avvertiva con lumi nell'alito,
ma acciò che tu canti risponder dovrai
E il core privato da guida e dal monito
ed esso si sperse nel soffio del dubbio
un burrone franoso da tempo avvilito
Non scelsi un tratturo per una Maestra,
non scelsi un perdono d'alcuna sorte
se ho scorto una nebbia dalla finestra
è solo il manto stonato di Morte
©
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L'autore
Nero
Nero è il nome che ho voluto affibbiarmi , il colore della mia anima e del mio viaggio.Sappiate solo che Amo e Amerò,e forse ne muoio e ne morirò.Ma a volte i pensieri di un uomo portano al niente.Senza senso, forse.Le strade nate dal mio dubbio,i quesiti che mi attanagliano,l'amore,la morte ,la pazzia.Le risposte cerc
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