La pioggia
Raffyka Danse Macabre
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Oggi il cielo plumbeo in strada riversa
Mille fiumi di acqua incontrollabile
In questa mattina fredda e labile
E il poeta dietro la finestra pensa
Come un gatto curioso al suo creato
Mentre ogni essere umano è scappato
Nella sua tana sicura, sigillata.
Nella via quel silenzio assoluto
Egli ammira. Un ghigno compiaciuto
Sorge sul volto: quella desolata
Distesa è il suo paradiso! Percorre
Le scale e in solitudine corre.
La pioggia lava via, come la notte
Dalla città quell'odore di morte.
©
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L'autore
Raffyka Danse Macabre
nient'altro che la sintesi dei complicati simboli di un CREPUSCOLARE labirinto interiore. ||| Dannata-mente Apollinea che brama il Dionisiaco ||| vorrei fermarmi sulla linea di confine, sul limite tra immanente e metafisico, nel non-luogo tra mondo e iperuranio e camminare funambola sul confine... senza cadere in
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