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Questa pagina ha una colonna sonora scelta da Raffyka Danse Macabre
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Introspezione 22 maggio 2010 · lettura 1 min · 1515 letture

L'impiccato

Raffyka Danse Macabre 73 poesie pubblicate
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Più nessuna domanda mi spaventa Quest'intimità scoperta, spogliata Prostituita alla voce e allo sguardo Al riflesso del crepuscolo tardo Scheletri negli armadi non nasconde Rimpianti stipati in tombe profonde Confonde pero le esposte verità Nessuno può conoscere la realtà Che io trascorro, la mia vita e essenza Ma se di me stesso sento l'assenza nessuno Mi conoscerà davvero, neanche uno! La mia esistenza è appesa ad una corda E chiedo al futuro chi la ricorda ... Sentirsi invisibili, o eroi tragici Consuetudini per tempi fallaci Dubito che però quell'impiccato Venga facilmente dimenticato.
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un tema piuttosto ricorrente della letteratura, la morte "per scelta" che riesce a far ricordare il suicida più di coloro che hanno continuato la loro vita naturalmente, il tormentato che comunque riesce a guadagnarsi la gloria per i posteri, proprio come la morte rossa dei combattenti in battaglia, che strappano a morsi la propria fama nella carne affamata di chi li odia.

L'autore
Raffyka Danse Macabre

nient'altro che la sintesi dei complicati simboli di un CREPUSCOLARE labirinto interiore. ||| Dannata-mente Apollinea che brama il Dionisiaco ||| vorrei fermarmi sulla linea di confine, sul limite tra immanente e metafisico, nel non-luogo tra mondo e iperuranio e camminare funambola sul confine... senza cadere in

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Commenti (2)

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H
Hern23 maggio 2010

Resta un grido strozzato che non maledice più. Gentile, quasi impalpabile, carezza di un violino dalle corde spezzate. Perdona l'indifferenza e prova pietà per chi è rimasto "indietro". Serve coraggio, tanto, per saltare nel buio. E là dove si va, forse anche il tempo si riposa ed i fallimenti altro non sono che figurine in un album ingiallito... Bel testo.

D
Dario Fociani23 maggio 2010

Non potevi scegliere canzone migliore forse per accompagnare questa tua poesia che è meravigliosa, sembrano veramente le parole di Ian, a cui penso tu ti sia ispirato/a. Dubito anche io che quell'impiccato venga facilmente dimenticato, anzi... I miei complimenti, inchino...