Tribolazioni di una donna bulimica
Prigioniera di incubo mi chiedo di continuo
come è iniziata la mia favola al contrario
quando il mio principe in un batter d' occhio
si è trasformato in un ranocchio.
Sono un ammasso di ciccia e di calore
che in agosto rinneghi alla prima occasione
e da te non ho che parole di svalutazione
per te il mio valore è solo quello di una stufa ad ore.
Mi adori quando ti riscaldo le chiappe nelle sere d' inverno
ma so che l'adorazione non dura in eterno.
Mi molli e mi rimolli quando in spiaggia compaiono magre e stangone,
d' inverno mi lascerai, se ci installeranno il termosifone.
Come puoi non vedere il mio inferno,
e che la mia esistenza è tormento e persecuzione
la felicità è solo una torta alla panna
e la pienezza della vita è una faraona farcita.
in ogni pasto e fuori pasto vorace e rabbioso
soffoco me stessa e il pianto (fino a quando)
e sto peggio a non sentirmi certo uno schianto
tra creme, bignè e fricassea, mi chiedo e richiedo con amarezza
perché mai sputi alla fonte della tua giovinezza.
Non è acqua inquinata, ma è sempre la donna
che dicevi di amare come la fata di una reggia incantata!
la pienezza della vita è solo un piatto di faraona farcita.
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L'autore
cecilia piras
insegnante, coltiva da sempre la passione della scrittura.ha pubblicato i romanzi "leggere nel silenzio"e "Quando le ombre erano cristalli". le raccolte di poesie"abbracci da una stratosfera"e"cocci di tessere corsare".per lei la scrittura è un mezzo per liberare la creatività e raccontare la realtà.
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