Il grande albero
Che strano che è il bosco,
mentre ascolto il canto di qualche
ginepro articolato sussurrare
il mistero del mondo.
In grande compagnia solcavo quelle pinete,
con ingenuità e senza conoscenza afferravo di tutto
funghi, muschi, le erbe e i fior,
mentre oggi rivedo te, come in un sogno
una lacrima bagna il terreno di
una futura Salicornia,
accanto ad un piccolo stagno che fa danzare rane,
a cui sciocco ho recato fastidio,
strappandole dalle loro Lisca lacustre,
ho rotto il loro incantesimo di pace,
mentre esco da un sentiero
mi preparo ad ammirar una quercia,
solitaria in una paradiso verde, la vedo enorme,
così piccolo cerco in tutti i modi di abbracciarla,
la corteccia è forte come lui.
Incido qualcosa sulla sulla sua pelle che ricopre
il suo manto imponente, non ricordo cosa ho scritto
ma ricordo che mi hai sussurrato che vivrà anni e anni,
poi come il piccolo principe mi volto
un'ultima volta verso
il mio grande baobab.
Mentre oggi mi perdo tra abeti, pini e sempre verdi, vorrei
morire davvero per rivivere anche solo un istante la felicità
che mi hai regalato quel giorno, vorrei risvegliarmi dove tutto
è iniziato, sotto un'Acacia ad ombrello.
Quella è la vera felicità, una felicità così grande
che come gioco del destino
troppo tardi sai apprezzarne i mille colori.
©
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