Lettera alla signora
Antonio Ciavolino
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Il silenzio delle perle,
questa volta fino in fondo,
sommerge un'ora desolata,
la sua angoscia. Domani,
signora, domani e in confidenza,
la lontananza redime
nell'ambra di miele,
l'amaro del fiele. Addio,
dunque, addio pallido
e disperato mentre forse
che noi siamo pronti
per averci l'un l'altra.
La stessa solitudine
dell'estrema felicita,
il supplizio apatico
nel calcolo delle esistenze,
sottovoce, alita carezze,
in quei giorni tanto lunghi,
tanto tristi, insipidi a prima sera.
Bizzarro! immagino
il suo respiro, pensando al fuoco.
Vedere, udire, toccare
avanzandoci; quale finzione
bastarsi! Ma poi
che cos'e' cio'
in confronto alla speranza
di penetrare nel sangue delle vene.
*
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Antonio Ciavolino
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