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Cronaca 27 maggio 2010 · lettura 2 min · 3066 letture

Quel sangue solo mio (pensando a Mariarca Terracciano)

Lena Orfeo 295 poesie pubblicate
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Quando le parole, urlate a gran voce, non aprono spiragli, ma vuoti d'aria, spirali di noncuranza, quando il nemico minore e' lasciarsi morir di fame, di sete o salassare su un lettino d'ospedale, allora qualcosa non torna... Non torna la bella favola coi suoi giri di giostra, ne' tantomeno il farneticare di una morale spicciola... Non torna niente... Le stanze si svuotano una ad una... Quelle dell'Anima intendo... Sì,perche' allora mi domando, come mai questo mondo così tanto decantato assomiglia sempre piu' a un imbuto rovesciato! Perche' il sacrificio miete meno del'arroganza e l'onesta' non paga! E l'identita' che fine ha fatto l'identita! Di quale morte si è rivestita per ritrovare un senso, per non perdersi nel non senso. E allora, si ha bisogno di svuotare le vene... di far urlare quel liquido ferroso, scuro come la pece... Quel liquido che è vita e possibilita' di non vita, quel liquido che mi distingue nel suo DNA, che è mio e solo mio e voglio mostrarti fino a farti male, perche' tu possa vedere, perche' tu possa pensare che è meglio morire, che non riuscire a donare...
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La poesia si ispira alla storia dell'infermiera Mariarca Terracciano, morta per una sorta di sciopero del sangue, nonche' della fame, a causa del mancato pagamento, da tempo, del suo stipendio da infermiera...

L'autore
Lena Orfeo
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Commenti (6)

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Pp27 maggio 2010

Non posso far altro che farla mia questa splendida poesia, urlo di rabbia... Brava , complimenti cara amica. La conservo

Calogero Pettineo27 maggio 2010

Brutto, ma brutto ed iconcepibile episodio, mi fa sentire una m... in mezzo a tante mosche che si nutrono del nostro essere. Lirica oltre che apprezzata anche condivisa. la segnalo.

Nero27 maggio 2010

Che dire... stupenda... arrivato alla chiusa ho sentito un brivido di timore al cuore, come quando capisci che il sacrificio in questo mondo non "miete" niente... e ho avuto paura di essere uomo, di essere come loro... grazie per i pensieri che hai fatto nascere nelle mie "stanze",sicuramente le hai abbellite con un fiore fresco di primavera... ah dimenticavo...è scritta veramente bene! L'ultima strofa la trovo fenomenale... grazie ancora

Moreno il Duca27 maggio 2010

e si alza un urlo di rabbia un urlo di ribellione in questa tua poesia per un fatto di cronaca che ha lasciato molto dolore e perplessità nella nostra società, scritta veramente con stile complimenti Lena

è un urlo a cui mi aggiungo affinché giunga più forte. Il tema trattato fa venire i brividi e la stesura è bella e originale. Molto apprezzata.

Raggioluminoso28 maggio 2010

I sacrifici, le lotte e le proteste individuali non pagano. Una solidarietà inesistente in questo mondo fatto solo di apparenza ed egoismo. Lirica molto interessante e apprezzata