Ansima
Ansima
frusciando sull'ardore la sciabola sua lingua
minacciosa affligge la mia ombra indecisa
sul desiderio in rilievo o funesta mia obbedienza
decapitato dalla brezza intesa sua sferzante
recito con passo strisciante la chinata essenza
poi udir raschiare le sue forme su me
udirne le voci come sussurro d'occitania
un frammento d'alba
scivola sui giunchi della mente
il coltello s'affila sulle corde dei raggi solari
sui capelli che pendono nell'estasi dei gemiti
son felci sdraiate le mani sui fianchi
sfinite, schiantate, scosse, incarnate
nella pelle in poppa al sospiro dilatato
fatica disarmata sulle onde sue regali
fu crepuscolo del sonno
poi tenebre da penetrare profonde
e non poter più riemergere in prodigio
dalla risacca che infuria nel suo contegno
le fronti spingono nubi grondanti
sopra le risaie per il mite raccolto
spingono sulle labbra protese alle nude membra
poi soffocare tra le ginocchia sue piombate
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Sincity
Commenti (1)
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Giorgia Spurio1 giugno 2010
"Fu crepuscolo del sonno poi tenebre da penetrare profonde e non poter più riemergere in prodigio dalla risacca che infuria nel suo contegno le fronti spingono nubi grondanti sopra le risaie per il mite raccolto spingono sulle labbra protese alle nude membra poi soffocare tra le ginocchia sue piombate" ...meravigliosa...

