Tedio
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mi piace affogar"nelle pozzanghere di questo universo".il tedio: il rumore del vuoto che arde veloce. e quel vento che cade dai polmoni della sigaretta. e quel tramonto opaco a cui si è preparati, eppure c'è la nausea del veleno umano. e quelle mosche inseguite dal gatto? come lo sguardo che insegue la morte. come quelle due foglie cadute dall'albero. e ritorna la cenere della propria sigaretta. siamo sigarette che vogliono liberarsi della propria cenere. come quelle costole che scricciolano come soldati che marciano, o che "marciscono".e scendi dal corpo per schioccare le dita del mondo, anche se la stanchezza è appostata sulle"mura dorsali del dolore". e si vede un raggio ma come donna dall'oro strozzata, si preferirebbe un enigma a"strozzar"le ore

