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Cronaca 1 giugno 2010 · lettura 1 min · 2679 letture

La marea nera

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Stefano Toschi 143 poesie pubblicate
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Dal tubo incessante sul fondo erompe l'antica foresta, viscosa, un rigurgito immondo: dormiva, ma adesso si è desta! E' morte, reclama ogni vita, distende funesta il suo velo, pervade, fiumana infinita, il mare ai confini del cielo. E' frutto di putrida brama il mostro che ghigna così, vuoi chiedermi come si chiama? Stavolta il suo nome è BP.
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Continua, senza che nessuno riesca a fermarla, la fuoriuscita di petrolio dal pozzo della BP nel Golfo del Messico. Forse il più grande disastro ambientale mai provocato dall'uomo.

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L'autore
Stefano Toschi
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Commenti (2)

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Clodiaf09041 giugno 2010

Ottimo il ritmo "manzoniano" di denuncia, coinvolge moltissimo. Il tema, scottante, trattato con stile e poeticità. Un contributo di classe al sito.

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Dalassa1 giugno 2010

Anni fa sono state costruite alcune serie di macchine elettriche che andavano benissimo e non si aspettava altro che lanciarle sul mercato. Alcune multinazionali del petrolio le hanno acquistate, compresi i rispettivi brevetti e distrutto tutto inesorabilmente. E' possibile che il mondo sia ancora in mano a questa gente, a cui viene permesso loro l'uso incodizionato del pianeta? Piacevole cadenza dei versi per una denuncia di corrette ed enormi proporzioni.