La marea nera
Dal tubo incessante sul fondo
erompe l'antica foresta,
viscosa, un rigurgito immondo:
dormiva, ma adesso si è desta!
E' morte, reclama ogni vita,
distende funesta il suo velo,
pervade, fiumana infinita,
il mare ai confini del cielo.
E' frutto di putrida brama
il mostro che ghigna così,
vuoi chiedermi come si chiama?
Stavolta il suo nome è BP.
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Commenti (2)
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Clodiaf09041 giugno 2010
Ottimo il ritmo "manzoniano" di denuncia, coinvolge moltissimo. Il tema, scottante, trattato con stile e poeticità. Un contributo di classe al sito.
D
Dalassa1 giugno 2010
Anni fa sono state costruite alcune serie di macchine elettriche che andavano benissimo e non si aspettava altro che lanciarle sul mercato. Alcune multinazionali del petrolio le hanno acquistate, compresi i rispettivi brevetti e distrutto tutto inesorabilmente. E' possibile che il mondo sia ancora in mano a questa gente, a cui viene permesso loro l'uso incodizionato del pianeta? Piacevole cadenza dei versi per una denuncia di corrette ed enormi proporzioni.
